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Dopo il prelievo di un’ ungulato, una corretta eviscerazione e una successiva macellazione il cacciatore si dedica alla preparazione del trofeo attività eticamente molto importante che deve essere svolta con particolare cura e passione . 1° operazione : Il taglio del cranio. Prima di procedere al taglio del cranio si devono togliere le mandibole integre, necessarie nei cervidi per la successiva valutazione dell’eta dell’animale. Fatto questo si passa alla segatura del cranio con l’apposito attrezzo che ci consente di ottenere un taglio simmetrico e preciso anche nell’angolazione di appoggio .Chi non ha a diposizione l’attrezzo dedicato lo può fare con una sega da macellaio, eseguendo però un taglio più abbondante e preferibilmente con il cranio congelato. Si procede subito a togliere la pelle, il cervello e i bulbi oculari onde facilitare la bollitura successiva. 2° operazione: La bollitura. Prima di passare alla bollitura dobbiamo proteggere le corna dei nostri trofei avvolgendole con carta stagnola in modo che l’acqua bollente non entri in contatto cosi da non modificarne la colorazione schiarendoli. Immergiamo quindi i crani fino alle rose, corone o astucci nell’acqua bollente. Anche per questa operazione sono disponibili nei negozi specializzati dei supporti che sostengono il trofeo nella pentola. La bollitura può durare dai 45 min. fino a 75 min., dipende dall’età dell’animale e dalla mole, fase comunque da seguire come una cottura. Quando la carne si stacca dall’osso siamo pronti alla scarnificazione. Nel solo caso del camoscio bisogna fare attenzione agli astucci cornei , i quali dopo circa 15 minuti si staccano facendo una rotazione, bisogna prestare cautela a non rovinare nel caso di soggetti adulti le ultime ricrescite millimetriche che non essendo molto consistenti si possono rompere. A fine cottura si può aggiungere un cucchiaio di bicarbonato che aiuta il distacco della carne dall’osso. Tolto il trofeo dalla bollitura lo si scarnifica con il coltello e con una spazzola per togliere bene i residui di carne e cartilagini, aiutandosi con l’acqua fredda. 3° operazione: La sbiancatura del teschio.Con il trofeo ormai quasi pulito sostituiamo la carta stagnola con della nuova per proteggerlo da un possibile gocciolamento di acqua ossigenata ad alta concentrazione(circa 120 vol.) necessaria per una totale pulizia e una buona sbiancatura della parte ossea , che deve essere applicata con un pennello ( e guanti) sulle ossa ancora bagnate. Si mette il trofeo ad asciugare in un locale caldo e fuori portata da eventuali contatti accidentali con estranei (l’acqua ossigenata brucia). 4° operazione: Fissaggio del trofeo sullo scudo. Quando il nostro trofeo è ben asciutto,(se di camoscio bisogna rimontare sulle cavicchie gli astucci con della colla a caldo), con la levigatrice a nastro si porta la base del trofeo perfettamente piana e alla misura desiderata. Si applica poi all’interno della scatola cranica un tassello di legno sempre usando della colla a caldo. Per finire si fa un foro sullo scudo con il trapano e con una vite si fissa il trofeo in corrispondenza del tassello di legno. |
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